OASI E RISERVE
» RISERVA MONTE SAN GIACOMO
Ha un’estensione di 248 ettari, che comprende la parte superiore dell’imponente collina morenica del Monte San Giacomo, che con 427 m.s.l.m. è il punto orografico più elevato del Parco Ticino. Il Monte San Giacomo è uno dei rilievi più importanti del sistema collinare delle Prealpi varesine, di grande valore naturalistico e paesaggistico, che fa da anfiteatro ai laghi di Comabbio, Monate, Varese ed alla Palude Brabbia.
Le essenze arboree dominanti sono un’omogenea fustaia di pino silvestre, nella zona sommitale, una consistente presenza di castagno e significative aree residue di boschi misti di latifoglie. Questa vegetazione consente la presenza di numerose specie arbustive e floristiche: il pungitopo, l’agrifoglio, il sigillo di Salomone, il dente di cane, gli anemoni, ecc.
Di sicuro interesse anche la fauna selvatica tipica delle aree boscate a forte vocazione naturale: mammiferi (tasso, scoiattolo, volpe, ecc.), uccelli (poiana, picchio, capinera, ecc.), rettili ed anfibi.
La posizione dominante del Monte San Giacomo ha da sempre ispirato la presenza di popolazioni locali. Accertata è la presenza di tribù celtiche, dal IX al V secolo a.C.
Tracce evidenti di mura in pietra, sono testimonianza di una presenza antica e non ancora completamente conosciuta. Nel tardo Medioevo fu un crocevia di vie di comunicazione, quindi, dagli inizi del 1900, un’area ricreativa con una caratteristica osteria, chiamata Eden San Giacomo. Una pregevole scalinata porta ad un belvedere sopraelevato rispetto alla sommità del colle, da dove, vegetazione permettendo, si può spaziare per 360° per diversi chilometri.
» OASI “PARCO DEI FONTANILI “- WWF
Il “Parco dei Fontanili” è un’area di circa 40 ettari che è stata sottoposta a recupero naturalistico-fruitivo a cura della Soc. Autostrade su richiesta del Parco del Ticino, quale compensazione ambientale a seguito dell’effettuazione dello sdoppiamento dei caselli dell’autostrada nei Comuni di Gallarate, Besnate e Cavaria con Premezzo.
Gli interventi realizzati hanno permesso di bonificare una discarica abusiva costituita da oltre 1000mc di rifiuti di vario genere, di rimboschire, con 2500 alberi ed arbusti, superfici pari a circa due ettari, di risanare da uno scarico fognario la zona paludosa, di dotare di un parcheggio, di un osservatorio naturalistico, di piste ciclopedonali ed aree di sosta rendendola così fruibile al pubblico.
Numerose sono le specie di uccelli che si possono incontrare sia nelle zone boscate che nel piano umido. Nel bosco è facile incontrare ed ascoltare il picchio verde, il picchio rosso maggiore e la rara beccaccia
Anche gli anfibi sono numerosi: tritoni, raganelle, rospi smeraldini e la rana di Lataste sono facilmente osservabili nel periodo estivo. I mammiferi, anche se di difficile osservazione, sono presenti con volpi, faine, tassi, lepri e diverse specie di topi ed arvicole.
Nella zona umida sono apprezzabili lembi delle antiche foreste allagate ad ontano nero e salice grigio che lasciano spazio nelle zone più profonde ai canneti dominati da mazze sorde e dalla cannuccia di palude.
A partire dall’accesso principale, a Cavaria con Premezzo, tutti gli ambienti della zona sono accessibili da una rete di sentieri di cui molti agibili per disabili. I punti naturalisticamente interessanti, sono attrezzati con bacheche esplicative ed aree di sosta. In prossimità di uno stagno un osservatorio ornitologico consente di osservare e fotografare la fauna acquatica senza arrecare disturbo.
Per informazioni: WWF Alto Ticino Varese – Gallarate
T. 0331.797070 - E: wwfat@mail.tread.net
» BOSCHI E PALUDI DI ARSAGO SEPRIO E BESNATE
Il percorso ha inizio da Centenate fraz. di Besnate (VA) dalla cui chiesetta si entra in un grande prato a forma di catino. Sul fondo della conca esistono resti di una piccola palude, dove sono state trovate tracce della cultura della Lagozza di Besnate risalente al IV-III millennio a. C., il cui nome è universalmente conosciuto agli esperti.
Attraversando il prato si costeggia un’altra palude di medie dimensioni chiamata ”Lagozzetta”.
Proseguendo nell’itinerario ci si inoltra nei boschi di Arsago S., su larghi sentieri collinari tra querce, robinie, castagni, sambuchi e noccioli. A tal punto vi sono due possibilità: proseguire in direzione dell’interessante centro storico di Arsago S., passando per l’oratorio campestre dei S.ti Cosma e Damiano (secc. XI-XII), arrivando in una zona di rilevanza archeologica per periodi storici successivi alla cultura della Lagozza, oppure attraversare altri boschi per giungere alla palude Pollini, sito di importanza erpetologica, da cui l’escursione termina al Santuario di Madonna della Ghianda, a Somma Lombardo.
La Riserva è aperta al pubblico tutti i giorni.
» L’ANSA DI CASTELNOVATE
In questo punto sono visibili aironi cinerini e bianchi, garzette e numerose altre specie animali che sostano sui caratteristici ghiaioni bianchi del fiume alla ricerca di cibo e di tepore.
Proseguendo lungo i sentieri che costeggiano il fiume si osserva l’alternarsi di salici, pioppi, ontani e perfino ginestre.
» RISERVA NATURALE “LA FAGIANA”
La Riserva, ex riserva di caccia, è costituita da un’ampia area naturale di circa 600 ettari, dominata da acque e da bosco planiziale, ed è stata acquistata dal Parco nel 1984 con lo scopo di salvaguardarne e migliorarne le peculiari caratteristiche naturalistiche.
La ricchezza di acque, la diversa composizione e tessitura dei suoli, il rapporto storico particolare che in queste terre ha legato uomo ed ambiente, fanno si che la Riserva “La Fagiana” rappresenti oggi nel panorama naturalistico del Parco un tassello di particolare importanza e di elevato valore naturalistico.
Sono soprattutto i boschi l'elemento di maggiore interesse, in quanto ultimi rappresentanti dell'antica foresta planiziale padana che un tempo ricopriva gran parte della pianura.
Quattro sono le principali tipologie di boschi della "Fagiana": la foresta di querce e carpini, le boscaglie e i cespuglieti di querce, i boschi e le boscaglie di salici, i boschi di ontano nero.
Nel fitto dei boschi vivono diverse specie di uccelli, come le cince, le capinere, i fringuelli, i pettirossi e i picchi.
Nel sottobosco troviamo i fagiani e anche diverse specie di mammiferi come ricci, scoiattoli, ghiri, arvicole, donnole, puzzole e, da pochi anni, anche caprioli, estinti nel secolo scorso a causa della caccia, e reintrodotti dal Parco. Di notte si possono incontrare diverse specie di rapaci come i gufi, le civette e gli allocchi.
Tra la vegetazione ripariale e soprattutto nelle piccole lanche, nei greti e nelle isolette sabbiose, sono presenti numerose specie di uccelli, come sterne, fraticelli, aironi, garzette e nítticore ed è possibile nei mesi da Marzo a d Agosto vedere in lontananza le sagome della cicogna bianca da qualche anno è tornata a frequentare la riserva.
All’interno della riserva, in vicinanza del Centro Visitatori, si trova il ramo Delizia, un antico ramo laterale dei Ticino, che rappresenta uno degli ambienti acquatici più caratteristici dei Parco. Nelle acque correnti del ramo Delizia si possono osservare vasti cespi di ranuncoli d'acqua, potamogeti e callitriche, mentre in prossimità delle risorgive che ne alimentano le acque si trovano crescione, sedano d'acqua, veronica e menta d'acqua. La vegetazione arborea ripariale è caratterizzata soprattutto dalla presenza di grandi esemplari di ontano nero e salice bianco.
Molti sono anche i pesci, per la maggior parte rappresentati dalle stesse specie presenti nel corso principale del fiume Ticino: cavedani, trote, tinche, persici, luccie barbi.
Nella Riserva sono presenti un Centro Visitatori dotato di un piccolo museo-laboratorio con diorama dell’ambiente bosco ed un Centro Recupero Rapaci della LIPU (per informazioni T. 338.3148603)
La Riserva Naturale Orientata "La Fagiana" è visitabile tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 18.00 (orario solare) e dalle ore 8.00 alle ore 20.00 (orario legale).
I gruppi non possono essere superiori alle cinquanta persone e devono essere accompagnati da una Guida del Parco.
» OSSERVATORIO FAUNISTICO LANCA DI BERNATE
La lanca di Bernate si trova nel territorio dell’omonimo Comune e rispetto all’azzonamento imposto dal Piano territoriale di Coordinamento del Parco in zona B (Riserva Orientata) ed all’interno della fascia di Silenzio Venatorio.
La lanca è costituita da due parti in collegamento fra loro:
- Una di origine naturale (cioè derivante da un braccio morto del fiume) a forma di arco, lunga e stretta;
- Una di origine artificiale, ampia con acqua ferma, realizzata sul lato concavo dell’arco.
L’avifauna della lanca di Bernate si dimostra particolarmente confidente grazie allo scarso disturbo antropico che questa zona umida ha subito negli ultimi decenni. Gli ultimi censimenti effettuati testimoniano la presenza di centinaia di Rallidi in particolare Folaghe e Gallinelle, decine di Tuffetti e centinaia di Anatidi in particolare Germani, Alzavole, Fischioni, Moriglioni e Morette. Ma l’avifauna della lanca non si esaurisce solamente negli acquatici, anche se sicuramente sono le specie più comuni, la ricchezza di ambienti diversi (canneti, saliceti, ghiaioni) consente la presenza di un numero elevato di specie. Poiane e Falchi di palude, Aironi cenerini, Nitticore e Garzette intenti a pescare nelle acque della lanca ricca di fauna ittica: Anguille, Cavedani, Carpe, Tinche e Vaironi sono tra le specie più diffuse.
L’area, un tempo utilizzata come zona di caccia, è stata interessata da un’opera di ripristino che ha evitato il progressivo interramento. Circa 20.000 mc di materiale organico sono stati esportati ed accatastati sulle sponde, successivamente rimodellate. Le porzioni spondali sottoposte a fenomeni erosivi sono state consolidate con l’ausilio di tecniche di bioingegneria.
Particolare attenzione è stata dedicata al controllo della regimazione idrica: l’alimentazione costante della lanca è stata ottenuta scavando un nuovo canale collegato alle acque che scorrono nella roggia a Nord della lanca.
Il sistema di regolazione idrica creato consente di mantenere ossigenata l’acqua, di ridurre i depositi e assicura la presenza di acqua in movimento tutto l’anno evitando la formazione di ghiaccio nei mesi invernali.
Durante le operazioni di scavo sono state realizzate diverse isole centrali le sponde sono state modellate ed arricchite da anse in modo da creare aree idonee all’insediamento di anfibi.
Per consentire l’accesso ai fruitori è stato ripristinato l’antico camminamento di caccia che ripulito ed inghiaiato, consente di raggiungere gli osservatori faunistico. Il camminamento e stato protetto con vegetazione in modo da evitare che, durante il percorso, i visitatori possano disturbare gli acquatici.
L’osservatorio principale realizzato in legno, permette di avere un’ampia veduta dell’area umida; un secondo osservatorio, di dimensioni inferiori, realizzato con materiale del posto è stato posizionato sull’argine alto più a monte e permette l’osservazione del primo bacino della lanca.
» BOSCO DEL VIGNOLO – LIPU
L’Oasi LIPU Bosco del Vignolo, situata nel Comune di Garlasco, è nata nel 1998 da una convenzione stipulata tra l’Amministrazione Comunale di Garlasco, il Consorzio Parco Lombardo della Valle del Ticino e la LIPU che ne rappresenta l’ente gestore.
Pur essendo un’Oasi di limitata estensione, circa 25 ettari al suo interno, è possibile distinguere un mosaico di ecosistemi diversi:
• Il terrazzamento naturale della valle del Ticino, con copertura arborea costituita soprattutto da Robinia, frammista a pochi esemplari di Platano e Pioppo nero, ed arbustiva costituita da Sambuco nero, Fitolacca, e, dominanti negli spazi aperti, Felce aquilina ed Equiseti;
• I numerosi fontanili e risorgive, situati alla base del terrazzo, sicuramente la caratteristica più importante dell’Oasi, sono microambienti particolarmente suggestivi con una flora tipica costituita prevalentemente da Scilla bifolia, Felce maschio, Crescione e Lenticchia d’acqua;
• I Mareschi come vengono localmente chiamati gli acquitrini, ricoperti da praterie di Carici, Tifa e Canna, e, nelle zone abbandonate da più lungo tempo, da una fitta boscaglia di Salicone e Salice bianco;
• Un esteso ontaneto maturo, un bosco igrofilo tipico della Pianura Padana, frammisto ad altre specie arboree quali Farnia, Salice bianco e Pioppo nero, il cui sottobosco presenta due aspetti diversi in relazione all’umidità del terreno: dove l’acqua è più abbondante dominano Carici ed Equiseti, dove il suolo è invece più asciutto è presente uno strato arbustivo composto da Sanguinello, Nocciolo e Rovo con Edera rampicante e Polmonaria.
La notevole diversità ambientale si riflette anche nella numerosa e varia avifauna presente.
Durante la primavera si possono osservare in volo, in riposo sugli Ontani o a caccia nelle risaie e nei canali limitrofi all’oasi, Aironi cenerini, Nitticore e Garzette che nidificano nelle numerose garzaie della Lomellina. Lungo i canali è facile vedere il coloratissimo Martin pescatore in rapido volo accompagnato dal caratteristico fischio. Durante le ore notturne la splendida melodia dell’Usignolo è spesso interrotta dal lugubre canto di Allocchi. Particolarmente interessante è la vita selvatica legata all’ambiente acquatico, dominante nell’Oasi: tra gli anfibi spiccano Rana verde e rossa (in passato è stata segnalata anche la presenza della Rana di Lataste), Raganella, Rospo smeraldino e comune e Tritone crestato e punteggiato, tra i rettili Natrice dal collare e Orbettino, tra i mammiferi Arvicola d’acqua e Topolino delle risaie, tra gli invertebrati numerose e coloratissime specie di libellule. Maggiormente legati ad ambienti asciutti sono: Lucertole comuni, Ramarri, Biacchi e Saettoni, Ricci, Lepri e Conigli selvatici, Talpe e Moscardini e, più rari da incontrare, Faine, Tassi e Volpi.
Numerose le proposte didattiche per le scuole materne, elementari e medie inferiori: i costi variano in base al tipo di attività e dalla durata del programma, per informazioni e costi rivolgersi direttamente alla LIPU.
Per informazioni: Ufficio Ecologia del Comune di Garlasco – T. 0382.825291
L’Oasi è aperta da Febbraio a Giugno e da Settembre a Novembre.
Le visite guidate si svolgono solo su prenotazione.
Le visite libere al pubblico sono invece possibili il sabato, la domenica e nei giorni festivi dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17.
» RISERVA AGRICOLO FORESTALE “SAN MASSIMO”
La Riserva S.Massimo nel Comune di Gropello Cairoli rappresenta una delle più interessanti aree naturali del panorama offerto dal Parco Regionale Lombardo della Valle del Ticino. Questa riserva naturale ricade all’interno dell’omonima tenuta, nonché azienda agricola di 460 ettari.
La Riserva S.Massimo è caratterizzata dalla presenza di uno degli ultimi boschi igrofili di ontano nero (alneta) della pianura padana, caratteristica che gli è valsa il riconoscimento di sito d’importanza comunitaria ( S.I.C.)
Come accennato all’inizio, la Riserva di S.Massimo è anche un’importante azienda agricola che produce mais e riso e pertanto gli spazi naturali sono intervallati da aree agricole, filari di piante da frutto, ma anche da alcuni prati marcitori e pioppeti. Tale alternanza ambientale si rivela molto importante per la fauna selvatica che qui trova le condizioni ideali per i propri cicli vitali, ad iniziare dagli uccelli. Infatti, nel cuore dell’alneta è presente una delle colonie di aironi più grandi d’Italia. Circa 1000 esemplari fra garzette e nitticore nidificano e cacciano nella S.Massimo. Non mancano neppure aironi cenerini, aironi bianchi maggiori ed aironi rossi osservabili a terra in cerca di prede o mentre vagano in volo. Durante la primavera, attraversando i sentieri nel bosco si può ascoltare un vasto campionario di repertori canori di altrettante specie: picchi, rigogoli, torcicolli e cince di giorno; gufi, allocchi e succiacapre di notte; poi ancora poiane, sparvieri, e fagiani sempre ed ovunque. Anche i mammiferi, notoriamente più elusivi, sono presenti in maniera cospicua: tasso, riccio, volpe, lepre, puzzola, scoiattolo, daino e capriolo sul quale è in corso un progetto di reintroduzione. Per far apprezzare le straordinarie caratteristiche di biodiversità, il Parco e la proprietà hanno dato vita ad un progetto per la realizzazione di una rete di sentieri attrezzati con strutture didattiche e divulgative.
Il primo percorso, appena terminato, denominato”Percorso S.Massimo-C.na Nuova”, si sviluppa su un tracciato ad anello di circa 2,5 km e attraversa l’area di maggior valenza naturale, quella cioè dell’alneta, sfiorando proprio la zona di protezione integrale della riserva.
Per informazioni: T. 02.97210205
L’accesso del pubblico alla Riserva è consentito solo previa prenotazione e deve essere sempre accompagnato da personale autorizzato. La Riserva è chiusa al pubblico dal 17 Settembre al 31 Gennaio.
» CENTRO RECUPERO FAUNA SELVATICA “LA FAGIANA”
Il Centro Recupero Fauna Selvatica Lipu “La Fagiana” sorge nella Riserva Naturale Orientata “La Fagiana” una tra le più belle, intatte e meglio attrezzate d’Italia, nel cuore del Parco del Ticino.
E’ un Centro nazionale dotato di un centro visitatori, di un percorso didattico con voliere ambientate, di un osservatorio, di un museo interattivo dedicato alla fauna del Parco e di un ricco shop/punto informazioni.
Il Centro accoglie ogni anno centinaia di animali selvatici in difficoltà e si occupa di tutte le cure necessarie per restituirli alla vita libera.
Il Centro offre a tutti i suoi visitatori l’opportunità di osservare da vicino meravigliosi rapaci, diurni e notturni, e di conoscere le molteplici attività della Lipu in campo ambientale e culturale; l’ingresso è sempre libero e gratuito.
Il Centro è da sempre impegnato nell’educazione ambientale attraverso programmi didattici specifici per scuole di ogni ordine e grado e per gruppi organizzati.
Per informazioni: LIPU - T. 338.3148603 - E: crfs.lafagiana@lipu.it - web: www.lipufagiana.it
Orari: lunedì – venerdì 9.00-19.00 - sabato 9.00-13.00
