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EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITA'

Il Parco del Ticino, a partire dalla metà degli anni '90, ha avviato la progettazione e la sperimentazione di programmi didattici volti alla ricerca di modelli di azione in grado di avvicinare e  coinvolgere operatori specializzati (formatori e/o facilitatori) ed utenti (scuole, associazioni e singoli cittadini) ai temi inerenti l’educazione ambientale e lo sviluppo sostenibile.

Attraverso attività dal valore pedagogico, ma anche le visite guidate, lo sport, il gioco, l’arte, la socializzazione e la pubblicazione di guide e testi specializzati, si è dato inizio ad un importante processo di trasformazione positiva, in grado di avvicinare l’utenza alle politiche di conoscenza, riscoperta, valorizzazione e protezione attiva del suo territorio.

Dopo i primi anni di operatività diretta da parte di alcuni esperti del Parco, le attività di educazione ambientale sono state trasferite in seno ad un vero e proprio sistema imprenditoriale autonomo, in cui giovani dinamici e culturalmente innovativi si sono organizzati in forme societarie capaci di raggiungere un numero maggiore di utenti e rispondere a richieste sempre più particolari e specifiche, sia per le scuole di ogni ordine e grado sia per le collettività in genere.

Il Parco ha assunto un ruolo di coordinamento e supervisione delle proposte, iniziando anche una fase di affinamento, aggiornamento e di formazione continua delle figure professionali che ruotano intorno ad esso e di cui sono portavoce ed espressione degli orientamenti.

In quest’ottica si è definito un nuovo modello di sviluppo delle attività, in modo da permettere l’emissione di servizi coordinati e qualitativamente sempre più ragionati e ricercati che, pur nel rispetto dell’inventiva di tutti gli attori in gioco, corrispondano a requisiti educativi, didattici, metodologici e relazionali sempre più attenti e vicini alle nuove frontiere in materia di educazione ambientale ed alla sostenibilità.

Il primo corso di formazione e aggiornamento del personale operante è stato realizzato in concorso con il Consorzio Pracatinat, un laboratorio didattico sull’ambiente di fama internazionale, col fine di porre premesse di partenza condivise per il prosieguo delle diverse attività.

Da questo è disceso l’avvio di un lavoro costante e sistematico di dialogo e ricerca, azione che ha permesso al Parco di progettare in sinergia e stretta collaborazione con le strutture esterne, dando vita ad un unico corpo. Partendo da un rinnovato modello di convenzione, dunque, si sono gettate le basi per nuove forme di collaborazione con le strutture esterne, costituendo uno specifico gruppo di lavoro composto da un rappresentante per ogni struttura convenzionata per l’educazione ambientale e dai referenti dell’Ufficio Educazione Ambientale del Parco del Ticino. 

Il Parco del Ticino è impegnato a vari livelli per diffondere una cultura atta a cambiare modelli comportamentali inadatti a fronteggiare le nuove emergenze ambientali. I sempre più evidenti problemi locali che si affiancano ed alimentano i più noti problemi globali normalmente gestiti o, più verosimilmente, arginati grazie a soluzioni basate su conoscenze tecnico-scientifiche spesso trascurano un dettaglio affatto irrilevante: le competenze specifiche, di pochi, per essere vincenti devono esigere anche un cambiamento culturale, di molti, che modifichino stili di vita e di pensiero, diffusi e consolidati e, ormai, incompatibili con un avvenire sostenibile. L’educazione ambientale (intesa come sviluppo sostenibile), in questo senso, assume un ruolo importante nel veicolare le competenze e i valori necessari per innescare un circolo virtuoso di modifica degli atteggiamenti e una potenziale sfida per la prevenzione di problemi futuri. Sebbene i cambiamenti nascano dalla modifica di comportamenti individuali è evidente che solo una comunione di intenti può avere un impatto significativo sul miglioramento delle condizioni ambientali locali e, successivamente, globali. Per realizzare questo intento di rinnovamento ideologico e culturale, riteniamo che le iniziative che si traducono in azioni estemporanee di sola sensibilizzazione o informazione, non siano sufficienti a garantire un’inversione di tendenza. Reputiamo invece vincente puntare su progetti di educazione ambientale che diano luogo a processi educativi a lungo termine con un impatto verificabile e attenti ad attuare pratiche di sostenibilità. Non possono essere ne il mero studio scientifico e neppure le emozionanti esperienze sensoriali, a garantire la sopravvivenza decorosa della generazioni attuali e future…Si tende a delegare, a demandare, poiché incerti sulle nostri reali potenzialità!
           
Ogni azione sembra inutile, perdente, davanti a problematiche che appaiono insormontabili ed ingestibili…
In quest’ottica, il Parco del Ticino ha inteso promuovere e certificare i programmi di educazione ambientale che tendono ad affiancare allo studio del territorio le proposte di lettura dello stesso ed i possibili interventi concreti. Questi programmi, nati dalle capacità professionali delle Agenzie convenzionate, vengono proposti alle scuole, ma sono rivolti anche al “complesso” della società. La loro  finalità ultima è quella di fare “rete” con il “mondo” esterno, questo, per riallacciare i nodi di un legame con il territorio locale che va svanendo.
          
Dal “globale” al “locale” per farlo proprio e tornare al “globale” per capirlo meglio.

Dal punto di vista conoscitivo, pedagogico, metodologico e delle competenze i programmi contengono:

  • Elementi storici su cui si fonda la nascita del Parco del Ticino e sul suo percorso tecnico- amministrativo (competenze statutarie proprie; cosa è il consorzio di comuni e province; elementi in grado di "spiegare" le scelte urbanistiche su cui si fonda la Legge del Parco; azzonamento e importanza di queste ultime nel contesto delle attività di protezione ambientale svolte dal Parco; …);
  • Salvaguardia e valorizzazione delle aree a vocazione naturalistica ricadenti all’interno del Parco ( fiume, aree di golena, boschi e radure, incolti) ed eventuali interventi volti al recupero e miglioramento ambientale di queste aree ( interventi bio-ingegneria, rimboschimenti, rinfoltimenti, interventi volti alla salvaguardia delle essenze autoctone delle cenosi forestali, anche attraverso la lotta alle specie alloctone);
  • Salvaguardia e valorizzazione dei paesaggi presenti all’interno delle aree a Parco (naturalistici, storici, agricoli) meritevoli di attenzione e di una lettura stratigrafica;
  • Salvaguardia e valorizzazione alle aree a particolare vocazione antropica ricadenti all’interno del Parco, con particolare attenzione alle attività agricole, attraverso la promozione di politiche e progetti che sappiano coniugare valorizzazione delle tipicità esistenti e buon utilizzo e salvaguardia delle risorse primarie disponibili;
  • Salvaguardia della fauna (anfibi, rettili, invertebrati, mammiferi, uccelli, pesci) con interventi volti alla sua salvaguardia e al miglioramento delle popolazioni (ripopolamenti, reintroduzioni, controllo delle specie alloctone);
  • Valorizzazione degli aspetti sociali legati alla fruizione "dolce" del territorio a Parco, con la realizzazione di strutture (centri parco, sentieri, aree attrezzate), eco-inserite nell’ambiente, in grado di accogliere gli utenti del Parco (popolazione residente, ragazzi delle scuole e turisti adulti);
  • Conoscenza di elementi naturali o storici di particolare eccellenza, della politica ambientale e dei progetti ad argomenti prioritari attuati dal Parco, che si inseriscano nel concetto del riconoscimento ottenuto dall’UNESCO: Man And Biosphere;
  • Grado di innovatività pedagogica e metodologica;
  • Incremento della capacità dei destinatari dell’iniziativa di risolvere problemi ambientali e attivare comportamenti eticamente e ambientalmente corretti;
  • Accuratezza dell’analisi del contesto d’intervento e dei bisogni dei beneficiari del progetto;
  • Ampiezza delle ricadute dell’intervento;
  • Continuità nel tempo degli effetti dell’iniziativa;
  • Adozione di adeguate strategie di monitoraggio dell’iniziativa nel corso dello svolgimento;
  • Adozione di adeguate strategie di analisi e valutazione dei cambiamenti dei comportamenti (reali e/o percepiti) innescati dagli interventi educativi avviati dal progetto;